La Ginnastica
Artistica femminile ha una nuova regina ed è una venere nera. La
statunitense Gabrielle Douglas si aggiudica, infatti, la medaglia d’oro
del Concorso Generale con il punteggio complessivo di 62.232. Ben due
punti in più rispetto a quelle qualifiche dove, giungendo alle spalle
della connazionale Raisman aveva, di fatto, tagliato fuori la
campionessa del mondo e la favorita della vigilia Jordyn Wieber. La
16enne della Virginia si è fatta perdonare precedendo la coppia russa:
Victoria Komova, argento con 61.973, e Aliya Mustafina, bronzo, malgrado
l’ex aequo con l’altra americana, Alexandra Raisman, a quota 59.566,
sciolto in virtù delle note di partenza più basse. Mai nella storia una
ginnasta di colore era salita sul gradino più alto del podio olimpico
All-around. La Douglas, nata il 31 dicembre del 1995, non era rientrata
nel team dei Mondiali di Tokyo 2011 e con gli USA già qualificati non
s’era vista neppure al Test Event londinese di gennaio. All’esordio
assoluto, dunque, succede alla diva Anastasia Liukin, bissando l’oro di
squadra conquistato ieri l’altro e regalando al proprio Paese il 4°
titolo olimpico assoluto, il terzo consecutivo, dopo quelli di Nastia a
Pechino 2008, della Patterson ad Atene 2004 e di Mary Lou Retton a Los
Angeles 1984. Decisivo nel rush finale il 15.033 al corpo libero della
stella di Newport News, sulle note poi del disco remix di “Tu vuo fa
l’Americano”, del nostro Carosone. L’azzurra Vanessa Ferrari chiude in
8ª posizione con 57.999, scavalcata, rispetto al Concorso di ammissione,
dalla Izbasa e dalla cinese Quishuang Huang. Comunque un successo per
il caporal maggiore dell’Esercito Italiano, che in Cina, quattro anni or
sono, concluse con una mesta 11ª piazza. “Ci avrei messo la firma – esordisce sorridente in zona mista – anche
perché se danno i diplomi olimpici soltanto ai primi otto vorrà dire
che conta qualcosa. Sono partita bene al volteggio con un bel doppio
avvitamento. E non mi spiego davvero certi scarti con le prime. Il
volteggio, come ho già detto, sposta troppo gli equilibri della gara,
secondo me andrebbe rivisto qualcosa nel Codice. Rispetto a Pechino,
dove c’erano soltanto due marziane, la Liukin e la Johnson mentre con le
altre te la potevi giocare, qui erano forti tutte, le americane, le due
russe e le rumene. Peccato che allora non stessi bene, e che adesso,
tornata in forma, ci sia tanta concorrenza. Io ho fatto il tifo per le
russe, però se avessi dovuto scegliere fra le due ginnaste stelle e
strisce avrei detto Raisman. Almeno fino al termine della gara, poi sono
andata a salutarla e lei non mi ha neppure guardata. Così ho cambiato
idea e dico brava Douglas. Nell’ambiente si sapeva che era forte. Aveva
fatto benissimo ai Trials e da loro sapete quanto sia importante, quasi
più dell’Olimpiade stessa. Anche perché se entri in quello squadrone
difficile poi che torni a casa a mani vuote. Ora mi concentro sulla
finale al corpo libero. La Izbasa oggi è stata pagata tanto, spero che
le giurie siano più coerenti il 7 agosto. Sono fiduciosa, anche perché
sono tornata quella del 2006, pur avendo sei anni di più. Purtroppo, nel
frattempo, la ginnastica è a sua volta evoluta. Il futuro? Una cosa
alla volta, c’è ancora una finale, la più importante delle tre”. L'altra
italiana, Carlotta Ferlito, finisce 21^ con il totale di 55.098. La
siciliana, dopo un ottimo esordio alla trave, sbaglia il triplo
avvitamento sulla prima diagonale al corpo libero, compromettendo il suo
cammino. Da domani l'Artistica lascia la scena della North Greenwich
Arena al Trampolino Elastico. L'azzurro Flavio Cannone, al villaggio
olimpico dal 30 luglio, sarà impegnato dalle 14.00 (le 15.00 italiane)
nell'obbligatorio maschile, seguito alle 14.45 (le nostre 15.45) dal
libero e poi dall'eventuale finale (partenza dalle 15.35).
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